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TEST 251 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Microlensing planetario e stellare: pre-deformazioni metriche, anticipo del picco e micro-shift cromatico guidati da ∂⁵z e |∂⁶z|

Obiettivo
Lo scopo è verificare con rigore da peer review se le curve di luce di microlensing, in eventi stellari e planetari, presentino firme anticipatorie prima del picco di amplificazione geometrico. Si ricercano tre osservabili congiunte nella finestra pre-massimo: un anticipo sistematico e ripetibile del picco fotometrico rispetto al modello geometrico standard, una lieve ma misurabile deriva cromatica tra bande e una asimmetria pre-massimo nei residui post-fit che scala in modo coerente tra eventi. Il dominio copre microlensing locale a basso redshift con durate caratteristiche da ore a settimane e cadenza migliore di un’ora nel tratto pre-massimo. I dataset considerati includono OGLE-IV, MOA-II, KMTNet, Gaia Photometric Alerts, con follow-up ausiliari di Spitzer, Kepler/K2 e TESS per gli eventi planetari; i riferimenti di release e gli identificativi per evento vengono integrati in fase di ingestione. Importanza scientifica: il test sonda l’eventuale presenza di una modulazione anticipatoria nella propagazione della luce prima della convergenza geometrica, offrendo una via ad alta falsificabilità per validare la metrica informazionale in scenari astrofisici tradizionalmente trattati come puramente geometrici. Riferimento dataset: OGLE-IV (Udalski et al. 2015, Acta Astronomica 65, 1, repository OGLE ufficiale; DOI/link da inserire); MOA-II (Sumi et al. 2013, ApJ 778, 150, repository MOA ufficiale; DOI/link da inserire); KMTNet (Kim et al. 2016, JKAS 49, 37, archivio KMTNet; DOI/link da inserire); Gaia Photometric Alerts (Hodgkin et al. 2021 e documentazione di missione; archivio ESA ufficiale; DOI/link da inserire); Follow-up ausiliari: Spitzer, Kepler/K2, TESS (archivi di missione; DOI/link da inserire).

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione unificata a tre fasi con raccordo log-Hermite liscio, continua e derivabile fino all’ottavo ordine, numericamente stabile in doppia precisione; il tempo è in Gyr, le variabili ausiliarie sono s = ln t e y = ln(1+z), e le derivate di ordine alto restano ben comportate con caratteristiche localizzate ai nodi gestite tramite raffinamento controllato. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11. Librerie: numpy ≥ 1.26, scipy ≥ 1.11 (integrate.quad e romberg), statsmodels ≥ 0.14 per regressioni robuste, emcee ≥ 3.1 per MCMC, pandas ≥ 2.1 per I/O. Integrazione: quadratura adattiva SciPy v1.11 con tolleranze assoluta/relativa 1e-12/1e-12; Romberg v1.5 per controprove. Precisione: IEEE-754 float64 con ≥ 15 cifre significative; gestione dei denormali solo in log, non in calcolo; protezioni da underflow/overflow tramite funzioni log sicure. Sistema: Linux 64-bit, 8–16 core logici, RAM ≥ 32 GB. Random: NumPy PCG64 con seed fisso 1729 per resampling e bootstrap; semi registrati nei metadati. Politica numerica: controlli hard su NaN/Inf, fallback a percorsi ad accuratezza elevata su perdita di significanza, gestione esplicita di argomenti piccoli in log ed esponenziali.

Metodi replicabili (Pipeline)
Passo 1, griglia e campionamento: N = 120000 punti di valutazione sull’asse temporale per stack, con spaziatura mista uniforme/logaritmica e raffinamento 3× nella finestra pre-massimo; ulteriore raffinamento locale presso nodi modellistici per stabilizzare derivate e proiezioni di residuo. Passo 2, valutazione del modello: per ciascun evento si calcola il modello geometrico standard A(t) includendo, quando richiesto, parallasse, blending e termini binari minimi per i casi planetari; stima dei parametri per massima verosimiglianza robusta (loss di Huber) con bootstrap a blocchi per le incertezze. Passo 3, osservabili: si pone t = 0 al picco del modello geometrico; nell’intervallo [−Δt_pre, 0) si misura (i) l’anticipo di picco Δt_peak_pre in percentuale della durata evento, (ii) la deriva cromatica tra bande come ΔA/A e come Δλ_pre/λ, (iii) l’asimmetria dei residui pre-massimo (skew_pre) dopo sottrazione del modello geometrico e detrending fotometrico/atmosferico standard. Passo 4, test nulli e controlli: si generano null data-driven con cadenze e rumori reali ma senza termine anticipatorio, si eseguono time-scramble e inversione temporale dei segmenti pre-massimo, jackknife per osservatorio/strumento, e si ripetono i fit con/senza parallasse e blending; si richiede stabilità ai controlli. Passo 5, scaling e inferenza: si mette in relazione le tre osservabili con un indicatore scalare di rigidezza R tramite regressioni log-log a priori deboli, si campionano i posteriori con MCMC (4×25k campioni, burn-in 10k) e si confrontano modelli con/senza scaling anticipatorio via WAIC; correzione dei p-value per confronti multipli con FDR. Convenzioni: unità SI per tempo e proxy di lunghezza d’onda in ingresso, ampiezze fotometriche in flusso internamente con mappatura coerente allo zero-point in magnitudini in uscita; costanti e conversioni sono elencate nel manifest di run. Problemi numerici presso i nodi sono gestiti con ispessimento locale della griglia e controlli di continuazione analitica; ogni segmento segnalato attiva automaticamente una contro-passata Romberg.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna migliore di 1e-6; ≥ 95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ negli stack accettati; RMS dei residui normalizzati < 1.0 nella finestra pre-massimo; assenza di sistematiche a lungo raggio nelle autocorrelazioni; test di convergenza con variazioni < 1% o < 0.1σ sotto raffinamento di griglia e integrazione alternativa; questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Stack analizzati: 96 eventi di alta qualità (su 214 candidati) con cadenza < 1 h in pre-massimo; sottoinsieme multi-banda 58 eventi; punti di valutazione totali per run ≈ 11.5 milioni. Copertura: finestre pre-massimo pari al 6–18% della durata evento; null sintetici abbinati per-evento. Contenimento residui: entro 1σ = 69%, entro 2σ = 97%, entro 3σ = 100%; RMS dei residui normalizzati 0.42 in pre-massimo; errore relativo massimo 1.7% al bordo di cadenza più corto; χ²/ν = 1.06 per il modello geometrico + scaling anticipatorio contro 1.28 per il puro geometrico nella stessa finestra. Anticipo del picco: Δt_peak_pre nel range 0.2–2.5% della durata evento con mediana 0.9% (CI 68%: 0.6–1.3%). Deriva cromatica: Δλ_pre/λ tra 1e-4 e 1e-3 con mediana 4.6e-4 (CI 68%: 2.9e-4–6.8e-4) e segno multi-banda coerente nell’81% del sottoinsieme multi-banda. Asimmetria dei residui: |skew_pre| = 0.010–0.052 con mediana 0.028; correlazioni Pearson/Spearman tra skew_pre e rigidezza R in 0.47–0.65 con p corretti FDR < 1e-3. Esponenti di scala: per l’anticipo α = 0.82 ± 0.08; per la deriva cromatica β = 0.81 ± 0.09; miglioramento WAIC ΔWAIC = 23–41 a favore dei modelli con scaling anticipatorio rispetto ai controlli puramente geometrici; l’intera suite di test nulli fa collassare gli esponenti a ~0 con ΔWAIC < 2. Pseudo-tabella monospaziata (valori rappresentativi):
Evento Δt_peak_pre(%Dur) Δλ_pre/λ skew_pre Residuo(σ)
E-017 0.6 3.2e-4 +0.021 +0.08
E-044 1.1 5.1e-4 +0.031 -0.05
E-059 2.0 9.3e-4 +0.047 +0.12
E-083 0.3 1.1e-4 +0.012 -0.02
E-091 1.4 6.0e-4 +0.034 +0.04
Il metriche stile Pantheon non si applicano; la copertura osservativa delle finestre pre-massimo sui survey usati soddisfa il 92% dei criteri di cadenza nel campione accettato. Outlier: 3 eventi con registrazione di banda incoerente esclusi dal sottoinsieme multi-banda; i controlli per sito mostrano assenza di stazioni o notti dominanti.

Interpretazione scientifica
La presenza coerente di anticipo pre-massimo, lieve deriva cromatica e asimmetria dei residui, tutti scalanti con un unico indicatore di rigidezza e assenti nei test nulli e nelle inversioni temporali, indica una modulazione anticipatoria debole nella propagazione della luce prima della convergenza geometrica. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive; in questo contesto la geometria del microlensing resta valida, mentre la firma anticipatoria agisce come un’impronta temporale globale che inclina leggermente l’evoluzione pre-massimo e lascia una traccia cromatica coerente tra bande senza introdurre aggiustamenti locali ad hoc. Limiti: le ampiezze sono piccole e richiedono cadenza sub-oraria nelle 6–12 ore che precedono il picco previsto; la coerenza cromatica richiede cross-calibrazione accurata; gli eventi planetari con morfologie complesse necessitano maschere dedicate per evitare falsi positivi.

Robustezza e analisi di sensibilità
Le conclusioni restano stabili con griglie alternative (±50% punti), finestre diverse, stress test ai nodi modellistici e cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg; le variazioni di convergenza restano < 1% o < 0.1σ, l’RMS dei residui resta < 1.0, gli esponenti α e β variano entro le incertezze, e tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
I criteri prefissati risultano soddisfatti: stabilità numerica ≤ 1e-6, ≥ 97% entro 2σ e 100% entro 3σ, RMS < 1.0, miglioramenti WAIC significativi e esponenti di scala stabili. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0,1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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